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Secondo quanto esposto dall’art 118 della Costituzione e previsto dal Regolamento Comunale Art 71 e da quello sul Decentramento Art 3, le forme associative senza scopo di lucro che perseguono interessi collettivi e finalità sociali, devono essere favorite e valorizzate. Bisogna tener ben presente che le associazioni affiancano ed integrano azioni già poste in essere o comunque previste dalle Amministrazioni Comunali e da altri soggetti aventi rilevanza pubblica ( per esempio le ASL territoriali). Esse intervengono anche tramite convenzioni deliberate attraverso Consulte appropriate ( Organi di partecipazione) dove intervengono le Associazioni riconosciute e gli Enti Locali. Le associazioni non devono e, non può essere chiesto loro di, sostituirsi in toto al soggetto primario dispensatore del servizio alla collettività. Nessuno vuole mettere in dubbio l’efficacia ed il lavoro svolto da tali soggetti, ma bisogna procedere con metodi appropriati, trasparenza e comunicazione. E’ l’Amministrazione Comunale in primis a doversi occupare del decoro e del verde pubblico, della manutenzione e messa in sicurezza delle strade, dell’illuminazione della sicurezza in genere e di tutto ciò che rientra nelle proprie competenze secondo le leggi e norme vigenti. Il fatto che si abbia a che fare sempre più con bilanci scarni, lo si deve a tanti fattori ma nel caso di Latina lo si deve ancor di più ad una cattiva gestione economica . I fondi stanziati nei capitoli di spesa delle Circoscrizioni sono a dir poco offensivi per la forma istituzionale e per i cittadini stessi che a fronte di forme di prelievi fiscali palesi e tante volte anche occulte, non ricevono un servizio corrispondente. I Decentramenti Amministrativi per attendere al meglio alle competenze che allo stato attuale gli sono stati delegati (come descritto all’art. 9 commi dall’1 al 6 ) devono avere la giusta copertura economica, non devono essere la stampella, il sostegno all’incapacità dell’Amministrazione Centrale. Questo modo di fare invece, è diventato consuetudine nel VII Distretto Territoriale; in queste condizioni io e la forza politica che rappresento, ci dissociamo da questo modo di esprimere la politica, continueremo a non essere complici di questo sistema. Dissentiamo dai metodi usati nascondendosi dietro lo scudo protettivo del “fare il bene della collettività”. Il bene collettivo non è una frase roboante con cui riempirsi la bocca, non deve essere un mezzo pubblicitario, un vessillo da sventolare, la sua strumentalizzazione porta ad una gloria effimera, invece lo si deve considerare come una reale necessità a cui la politica deve tendere, bisogna tendervi in modo responsabile, usando le forme di partecipazione ma non abusandone; L’unica cosa che si nota costantemente è invece la responsabilità di arrivare al bene di pochi. Nel merito della destinazione dei fondi del capitolo di spesa “prestazioni di servizio” non sono contraria tanto alla destinazione del servizio quanto alla procedura messa in atto. Se si vuole giustamente prestare attenzione alla manutenzione del verde e quindi del decoro urbano si deve tener conto che i fondi sono pochi ed allora più che stare al buon cuore di chi si offre sperando nel rinnovo dell’incarico, si possono usare altri sistemi a costo zero utili alla soluzione del bisogno, per esempio facendo ricorso agli sponsor, o comunque mettere in atto , magari attingendo dall’albo territoriale ( nella speranza che ve ne sia uno), una sorta di rotazione, affinché tutti possano accedere ed avere le stesse possibilità. Faccio notare che in molte realtà comunali, la manutenzione del verde e la gestione del verde attrezzato viene affidata previo gara d’appalto a cooperative sociali e, se trova la collaborazione delle associazioni, il Comune affida in gestione non prevedendo nessun onere a suo carico. Queste mansioni poi devono essere eseguite rispettando le norme e le leggi vigenti facendo uso sempre di materiale a norma e portante il giusto marchio. La burocrazia può essere lenta e noiosa ma può salvarci da problemi da non sottovalutare. Usando i metodi indicati nella gestione dei fondi , gli stessi possono essere investiti su altre voci di servizi di base di nostra competenza, ottenendo così più risultati utili al bene comunitario. Come si può notare non c’è solo una tendenza alla critica ma anche proposte fattibili e sperimentate in altri punti del territorio comunale a dimostrazione del fatto che non c’è poi tutto questo riguardo particolare nei confronti di Latina Scalo come si vuol far sempre credere, basta pensare per esempio alla sperimentazione del vigile di prossimità ( progetto attuato con fondi regionali) che ha visto coinvolte in prima battuta le zone Q4 Q5, e non l’ha ancora attuato in questa Circoscrizione pur avendo fatto presente da tempo un rilevante problema di sicurezza, anche in ragione della presenza dello scalo ferroviario.. Concludendo il mio intervento, in ragione dei motivi esposti, esprimo il mio parere contrario alla proposta sulla quale sono chiamata a votare. Latina Scalo 17 dicembre 2009 Sonia Petrocelli Capogruppo per il PSI Latina Scalo |


